ENEA...uno sbarco clandestino

IL MITO DI ENEA: UNO SBARCO CLANDESTINO  


"E' DESTINO, LO SAPETE, CHE

 ENEA SCAMPI ALLA MORTE,

 COSI' NON SCOMPARIRA'

SENZA DISCENDENTI E 

SENZA LASCIARE TRACCIA"
                                                    Omero ( Iliade)

EdoardoIVB















Il viaggio di Enea


…”canto le armi e l’eroe che per primo 
dalle coste di Troia
profugo per fato toccò l’Italia e
 le spiagge lavinie…”
                                                           VIRGILIO (Eneide)





Enea esule attraversa il Mare Nostrum per compiere il suo destino. Enea simboleggia il dramma dei profughi spinti da circostanze avverse  a emigrare verso un mondo sconosciuto, carico di insidie, ma anche di promesse per la costruzione di una vita migliore.


Il mare per Enea è il luogo della partenza e del passaggio,
della ricerca di un punto di arrivo e di pace.





IL MARE

Uomo libero tu amerai e rispetterai sempre il mare.  
   Vai nel cuore del mare,
 là ai confini  dove nascono  i venti,
là  dove il sole accarezza le acque dorate,
 là dove il navigare sarà dolce.
Le stelle in cielo indicano l’inizio di una nuova vita.
Oh grande Poseidone, re del mare,
            veglia sul nostro viaggio
           portaci in Italia dove il nostro destino
 si compirà.
(Lavoro di gruppo classe IVB)








  “HOSTIS”  “HOSPES”: patria e migranti ieri/oggi



Nella Roma antica il termine HOSTIS  indicava generalmente lo STRANIERO.
Con l’evoluzione della lingua il termine Hostis assunse  un significato diverso: lo straniero pericoloso da combattere. Contemporaneamente si iniziò ad usare il termine HOSPES per lo straniero che veniva considerato un amico da accogliere con i riti dell’ospitalità.

Enea fu uno STRANIERO perché troiano e fu per Virgilio HOSTIS- HOSPES- e ADVENA EXSERCITUS (colui che viene da fuori).




v  Fu HOSPES quando venne accolto dal re Latino con riti e doni

               …"con quanta gioia ti accolgo e ti riconosco o fortissimo fra i Teucri”...                                                                                                  (Eneide)






Chiara IVB








                            
v  Fu HOSPES quando venne accolto da Didone. L’interesse della regina per lo STRANIERO che approdò a Cartagine, in seguito alla tempesta,  fu dettato anzitutto da un senso di umanità e di partecipazione emotiva alle sue sventure.



MatteIVB
                                                                            


“O miei Troiani, toglietevi dal cuore ogni timore, ogni sospetto"…






v  Enea però da HOSPES diventò HOSTIS agli occhi di Turno re dei Rutuli, diventò un rivale in amore e in politica, anzi un nemico pericoloso contro cui muovere guerra.




                         …“allora violata la pace, Turno annunzia ai capi dei guerrieri la   marcia contro Latino…
Comanda di preparare le armi per difendere l’Italia e 
scacciare dai confini il nemico, lo straniero…”
                                                                   (Eneide)


Natalia IVB












HOSTIS/HOSPES OGGI



Oggi, nonostante l’evoluzione culturale, troppo spesso lo straniero è ancora considerato un HOSTIS, vittima di infondati pregiudizi, viene visto con diffidenza, come una minaccia e viene etichettato come “diverso”: qualcuno di cui non ci si può fidare. 

L’eroe Enea partì da Troia con navi proprie, oggi i nuovi esuli affidano la propria vita a “trafficanti di uomini” gente senza scrupoli. Il Mare Nostrum è diventato per molti l’ultimo viaggio, la tomba di speranze tradite.









Il mare di Farid 


Gli occhi di Farid

hanno visto la miseria

la miseria della vita ma

soprattutto hanno visto la paura.

Farid vuole scappare

spera di trovare nuovi amici

nella città dove andrà.

Farid ripensa alla sua città prima della guerra

piena di vita e felicità.

Farid pensa -Sono fortunato a scappare

insieme a mia madre…

Sono proprio fortunato!!!!!

Intanto il mare avvolge Farid come una belva


affamata.
                                                         NATALIA IVB




Natalia (IVB)









Dopo la rivoluzione in Tunisia, Egitto e la guerra in Libia masse di disperati partono alla ricerca di un futuro migliore verso l’Europa e l’Italia. L’immigrazione è un problema serio e complesso soprattutto per l’Italia, ponte in mezzo al Mediterraneo tra l’Europa e l’Africa e meta più vicina da raggiungere. L’accoglienza, l’accompagnamento e la gestione  dei migranti pongono spesso difficoltà logistiche, sanitarie e di sicurezza insormontabili.






Lampedusa Isola del Mediterraneo, la principale del gruppo delle Pelagie. Situata a 113 km dalla costa tunisina e a 205 km da quella siciliana, è compresa nella provinciadi Agrigento. Formata da rocce calcaree, si allunga da E a O per 10,8 km, è larga non più di 3,6 km, ha una superficie di 20,2 km2; i 133 m dell’Albero del Sole, nella sua parte occidentale, rappresentano la massima altezza; le sue coste quasi ovunque scendono a picco sul mare e solo il tratto di SE presenta approdi facili. Povera di sorgenti, ha scarsa vegetazione, con poche colture (cereali, qualche vigneto). Sono attive la pesca e l’industria della conservazione del pesce, che viene esportato; rilevante il turismo balneare, favorito dalla bellezza delle coste e dalla scarsa contaminazione del mare. 







C'è un silenzio orrendo. Nessuno più si lamenta. I morti sono morti, i vivi aspettano. Il mare danza, ma piano, non sento più fame  nè sete nè dolore.

Il mare danza, ma piano.
Niente preghiere, niente lamenti, niente.
Il mare danza, ma piano.
Mi guarderà morire?

Alessandro Baricco (Oceano mare)






Da "Mare al mattino"
Margaret Mazzantini



Farid è rannicchiato addosso a sua madre sul barcone. Non si lamenta più, è disidratato. Le gambe sono piene di formiche,  quelle che si arrampicavano sulle sue braccia, e lui rideva, adesso sono dentro.
Jamila sente il peso del figlio che se ne va. Prima gli diceva di dormire, ora cerca di tenerlo sveglio. Gli racconta una storia, quella di un bambino che diventerà grande. E' una bugia come tutta la storia... 

C'è solo il mare. Il mare della salvezza che adesso è un cerchio di fuoco bagnato...

Nessuno conosce il mare, in pochi resteranno a galla. Sono creature di sabbia...

Farid è sempre più leggero. Sembra un bambino di bambù, di legno bucato...

Jamila gli accarezza la fronte e i capelli stecchiti dal mare, lo stringe...

Un giorno gli ha legato al collo un sacchetto piccolo di pelle morbida come velluto, ha scacciato i fantasmi, ci ha soffiato dentro tutti i sogni migliori.Quando ha visto il mare le è sembrato grande e bagnato, ma niente di più. Una terra facile, senza armi. Una benedizione. Non sapeva che fosse senza fine, che gridasse da tutte le parti...

Mentre muore, Farid sta pensando alla gazzella, ai suoi occhi che si avvicinavano così tanto ai suoi, alla sua bocca di denti piatti che mangiava dalla sua mano nel giardino dei pistacchi. Mentre Farid muore, Jamila continua a stringerlo, a cantare.




Rebecca (IVB)



Mare

Ho visto un mare pieno di vite spezzate

un mare pieno di lacrime.

Ho visto un mare pieno di dolore

un mare pieno di speranza.

Ho visto un mare che finisce

dove inizia il cielo.

FILIPPO  IVB

Filippo (IVB)















LAMPEDUSA: DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA 




E per la barca che è volata in cielo
che i bimbi ancora stavano a giocare
che gli avrei regalato il mare intero
pur di vedermeli arrivare

                          Roberto Vecchioni








LA TRAGEDIA DI LAMPEDUSA: NAUFRAGIO DI MIGRANTI E’ UNA STRAGE

3/ottobre/2013
Una nuova tragedia del mare ha colpito stamane le acque siciliane. Un’imbarcazione con a bordo centinaia di profughi di presunta origine eritrea e somala, è naufragata stamane a mezzo miglio dall’Isola dei Conigli a causa di un incendio. Decine di vittime, tra cui donne e bambini il bilancio è ancora provvisorio.


PRIMO AGGIORNAMENTO

E' una tragedia dell'immigrazione senza precedenti, si contano a centinaia, tra morti e dispersi, le vittime del naufragio. Sono già 130 i cadaveri finora recuperati e si tratta, purtroppo, di un numero provvisorio, in costante aumento.

SECONDO AGGIORNAMENTO


Sarebbero 155 i superstiti tratti in salvo. Secondo il loro racconto sull'imbarcazione c'erano circa 500 persone, tutte provenienti da Paesi dell'Africa subsahariana

LA DINAMICA

L'imbarcazione era un peschereccio salpato dal porto libico di Misurata il 1 ottobre 2013. La barca era giunta a circa mezzo miglio dalle coste lampedusane, poco lontano dall'Isola dei Conigli quando qualcuno tra i migranti ha acceso un fuoco per segnalare la presenza del barcone e ricevere soccorso. La presenza di taniche di benzina a bordo ha fatto divampare un incendio e  alcune persone, in preda al panico, si sono spostate velocemente causando un eccessivo sbilanciamento della barca che, dato l'eccessivo carico, si è ribaltata colando a picco rapidamente.

ULTIMO AGGIORNAMENTO

Corpi affiancati sul molo avvolti in teli di plastica colorati. Una serie interminabile, straziante di vite perdute.
 L'affondamento dell'imbarcazione ha provocato 366 morti accertati, circa 20 dispersi e 155 superstiti , di cui 41 minori ( uno solo accompagnato dalla famiglia).


I numeri elencati rendono questa tragedia la più grande catastrofe marittima nel Mediterraneo dall'inizio del XXI secolo.


REAZIONI

Papa Francesco ha rilasciato la seguente dichiarazione "Pregate Dio per l'anima delle vittime del naufragio al largo delle coste di Lampedusa"






Il presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta ha scritto su Twitter "Una tragedia immensa.."

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano "Provo vergogna e orrore"


Cecilia Malmstrom commissario europeo "Facciamo in modo che ciò che è accaduto a Lampedusa sia un campanello d'allarme per aumentare il sostegno  e la solidarietà reciproca, e per evitare tragedie simili in futuro"


Il sindaco di Lampedusa " Il mare è pieno di morti 
è un orrore infinito. Ora basta cosa dobbiamo ancora aspettare dopo questo?"


Alunni classe IVB

"Tutti i bambini dovrebbero avere una vita felice come la mia, invece molti sono costretti a scappare dai loro paesi...che dolore"


 "Ho provato dolore e tanta tristezza nel vedere tutti quei corpi stesi a terra senza vita"


 " La strage di Lampedusa è una vergogna perchè le persone che cercano di arrivare in Italia scappano dalla guerra e dalla miseria e non meritano di morire così. Non so di chi sia la colpa, ma è ingiusto. 


GENITORI

"Di fronte a tanti morti non possiamo pensare alla questione della clandestinità"

"La tragedia di Lampedusa e la gestione dei profughi nei centri di accoglienza dimostrano l'incapacità politica dell'Italia e dell'Europa"  

"Non si può rimanere indifferenti davanti alla  sofferenza e la morte di tanti bambini. L'Europa deve intervenire"

"Troppe persone hanno trovato la morte cercando una vita migliore,le autorità devono trovare una soluzione"

" Ho pregato, bisogna porre fine a tanto dolore"

"Il traffico di esseri umani nel Mediterraneo è un altro brutto capitolo della storia del popolo africano"

"Una volta accolti bisogna  aiutarli a trovare un lavoro"



 (Lavoro di gruppo classe IVB)











L’Africa è un continente dalle grandi risorse umane e naturali. Il suo sottosuolo fornisce le maggiori riserve di pietre preziose e di metalli del pianeta. L’economia del paese però detiene un triste primato: si tratta del continente con la maggiore percentuale mondiale di persone che vivono al di sotto della soglia della povertà e questa situazione si è aggravata negli ultimi decenni, anche a causa di tensioni e conflitti .
L’Africa sub sahariana, detta anche Africa nera, segna il confine tra il deserto del Sahara, a nord, e la savana a sud. Questa zona viene chiamata Sahel, che significa appunto “orlo”e si estende dalle coste dell'Atlantico fino al Mar Rosso. E' un territorio intermedio tra regione arida e regione umida, caratterizzato dal punto di vista climatico da una piovosità superiore a quella del deserto, ma non sufficiente a garantire la crescita di una vegetazione rigogliosa. E' la più vasta pianura africana, interrotta soltanto nella parte centrale da alcuni rilievi montuosi come il Tibesti.
La parte più orientale, invece, costituita dal territorio del Sudan, è la più elevata e si presenta come un altopiano, tagliato a nord-est dalla pianura fluviale del Nilo.Durante la stagione secca, dal Sahara si levano sovente roventi ondate che provocano siccità ricorrenti. Si compone di cinque stati: Mali, Muritania, Ciad, Niger e Sudan.




Da "Mare al mattino"
Margaret Mazzantini


Vito guarda il mare, quello bello dell'isola, turchino come in Africa, la costa con le sue insenature di muschi marini...
Vito guarda il mare.
Una volta sua madre glielo ha detto. Sotto il piede ogni civiltà occidentale c'è una piaga, una colpa collettiva...
Angelina non vuole più nuotare nel mare dove i barconi affondano...
Vito guarda il mare.
E' una giornata di fine estate,di capperi fioriti e incanto. Tre giorni di burrasca e poi la tregua.
La spiaggia è una discarica di legni, di avanzi di barche mai arrivate. un museo di guerra sulla sabbia di graniglia. 
Vito fruga,recupera qualche pezzo.Fa avanti e indietro dalla spiaggia, trascina tavole storte, frammenti di tappeti.



Si ferma a raccogliere un piccolo sacchetto di cuoio, sembra uno di quelli dove si custodiscono i gioielli. Vito fatica ad aprirlo, la cordicella è annodata con tanti giri stretti. Infila un dito, non c'è niente, una specie di lana bagnata e qualche perlina. lo butta nello zaino insieme al resto.
Vito ha raccolto la memoria. Di una tanica blu, di una scarpa.
Qualcuno ne avrà bisogno un giorno.Un giorno,un negro italiano avrà voglia di guardare indietro il mare dei suoi antenati e di trovare qualcosa. La traccia del passaggio.



PORTO M:MUSEO DELLE MIGRAZIONI 
LAMPEDUSA 



M come: mediterraneo, mutamenti, migrazioni, militarizzazione, movimenti, mobilitazione, mare, memoria e ancora altro. Lo spazio ospita una mostra permanente con gli oggetti appartenuti ai migranti passati da Lampedusa che Askavusa raccoglie dal 2009.




                                       

...E LE STRAGI CONTINUANO...







GLI OCCHI DEI BAMBINI




AMID

Gli occhi di Amid hanno visto la morte

come panni stesi al sole del deserto.

Gli occhi di Amid hanno visto la paura

di chi scappa senza meta.

Gli occhi di Amid finalmente vedono

la speranza di chi ha trovato un luogo di 

pace.

                              ALESSANDRO IVB




                    Fadil


Gli occhi di Fadil

sono pronti per partire, 


e da un mondo pieno di guerra e di miseria 

fuggire. 

Gli occhi di Fadil 

sono azzurri come il mare 

che mai ha potuto guardare. 

La barca è pronta a salpare 

verso un nuovo mondo 

da scoprire e amare 

Stretto alla sua mamma vuol restare 

perché ha tanti sogni da realizzare. 

                                    DAVIDE IVB





Ludovica ( IVB )


    
Due madri 

Due madri due figli

il deserto li circonda

e dalla guerra sono costretti a fuggire.

L’abbandono del paese

la fame, la paura

il sogno tradito di trovare negli occhi dei bambini

un mondo tutto turchese.

La malinconia la disperazione

ma soprattutto la paura e il dolore.

I ricordi riaffiorano

e la nostalgia li circonda.

Le storie e la vita

il mare e la tempesta  trasporta via

    BEATRICE IVB




AMINA

Gli occhi di Amina 

hanno visto la paura della vita 

tra le mani della gente. 

Hanno visto la crudeltà della guerra 

hanno visto il mare infinito 

e le onde giganti 

che li solleva tremanti. 

                             MARIANNA IVB




Rita ( IVB)





IL MARE DI VITO

Vito di giorno si tuffa 

il mare lo porta in braccio 

La sera Vito si ferma 

guarda il mare, la sua bellezza, 

il suo cuore si riempie di gioia

                                                ELIZABETH   IVB






PIETAS di ENEA


La “ pietas “ era uno dei
valori fondamentali del “Mos Maiorum”.


Con questa espressione i Romani indicavano il complesso dei valori e delle tradizioni che ritenevano essenziali per la loro cultura e la loro civiltà.
Essere fedeli al "Mos Maiorum" significava infatti riconoscersi membri di uno stesso popolo e sentire i vincoli di continuità con il proprio passato e con il proprio futuro.


DEI



PATRIA



FAMIGLIA


 Con Virgilio, nell'Eneide, la pietas si identifica con l'humanitas e la misericordia e si trasforma da forma di rispetto per i consanguinei al provare pietà per la sofferenza altrui.

La "pietà" di Enea, però, è un sentimento non perfettamente coincidente alla "pietà" come la intendiamo noi, ma assai più complesso e sfumato: è un misto di devozione, è rispetto degli dei e della famiglia, ma anche degli altri uomini. È un estremo senso del dovere.

Enea non si sente un capo, non è irritante ed altezzoso nei modi e nei toni; è uno dei tanti troiani che fuggono dalla vecchia PATRIA alla ricerca di una nuova per volere degli Dei.


Enea chiama i suoi uomini COMPAGNI perchè vive nella loro stessa dimensione, E' UNO DI LORO.
Netta è la differenza con Ulisse, il quale voleva distinguersi dal resto del gruppo e aveva il ruolo di capo-eroe. 



Virgilio sviluppa, nell'Eneide, la sua profonda concezione del destino dell'uomo, riflette sulla sua malinconia, sulla fragilità dell'esistenza, sulle sofferenze dei più deboli e sulla crudeltà della storia.


Il "PIUS AENEAS", l'eroe della PIETAS, riassume in sè tutte le virtù della romanità



  CORAGGIO     GIUSTIZIA   PAZIENZA     

            LEALTA'      CLEMENZA   


      PROFONDA DEVOZIONE VERSO


GLI DEI


             ELEVATO SENSO CIVICO


L'UMANITAS di Virgilio tende ad ampliare il concetto di Pietas nel senso di "riconoscere e rispettare l'uomo in ogni uomo"















BASTA POCO



Gli occhi dei bambini sono foglie di 
cortile

che vengono fuori quando è aprile

È la primavera che in ogni uomo vive

 sempre verso nuove prospettive

Basta poco per sorridere un po’

Basta poco una fiaba, una immagine, 

un gioco

Per sorridere un po’ basta poco.

Basta poco.

Gli occhi dei bambini sono pronti
per partire

verso nuovi mondi da scoprire.

Via lontano dove i sogni sono più vicini

 dove arrivano solo i bambini.

Basta poco per sognare un po’.

Basta poco una storia, un pallone e 

anche un fuoco.

Per sognare un po’ basta poco.

Basta poco.

Gli occhi dei bambini sono gli occhi 

del futuro

semi di un frutto non maturo.

Occhi di ciliegia indirizzati 

sempre avanti

ricercando mondi un po’ più grandi.

Basta poco.

Semina amore e raccogli un uomo

 perché l’amore è universale.

Un linguaggio che non ha parole.

Basta poco

Gli occhi dei bambini sanno raccontare

 storie

di terre lontane senza nome.


Occhi che hanno visto la miseria

 della vita.

Ne portano il peso tra le dita.

Basta poco.

E’ l’amore il linguaggio che invoco 

perché salvi il futuro dell’uomo

perché possa arrivare lontano.

Basta poco
Poco, poco, poco, poco, poco…





FARID GUARDA IL MARE

Farid è un bambino che vive nel deserto del Sahara con sua madre Giamila e non ha mai avuto l’occasione di vedere il mare. Purtroppo nel suo paese c’è la guerra. Giamila vuole portare il suo bambio in Italia, al sicuro. Una mattina presto scappano, lasciano la loro casa, attraversano il deserto su un’auto diretta verso il mare, lì si imbarcheranno su una piccola barca che li porterà in Italia. Durante il viaggio nel deserto Farid vede persone distese sulla sabbia immobili e senza respiro, vede uomini, donne e bambini  scappare mentre i soldati sparano senza pietà. Il bambino pensa che presto vedrà il mare. Arrivati a destinazione Farid e Giamila cercano l’imbarcazione, ma…non trovano niente. Durante l’attesa Farid guarda il mare e pensa che è la prima volta che lo vede e alla sua immensità. Contento entra in acqua crede di poterci camminare sopra, ma si bagna. Intanto si raduna altra gente e finalmente arriva anche il trafficante di uomini su una piccola e vecchia barca e fa salire solo chi ha i soldi. Farid e la madre si siedono in un angolo. Partono in tanti, tutti ammassati e... il mare fa paura. Sono ormai tanti giorni che viaggiano e Farid ha sempre più paura, è indolenzito, ha fame e sete. Farid pensa a quando arriverà in Italia, alla Coca-Cola, alla pizza e ai tanti amici che presto troverà… ma il mare fa sempre più paura…
Natalia IVB




Mario



JAMINA

Jamina è una bambina africana che vive nel deserto, in un villaggio molto povero. Jamina sogna di vedere il mare.Un giorno sua madre decide di portarla lontano, in un luogo senza dolore. Vanno verso il mare e sulla spiaggia trovano un barcone vecchio e arrugginito carico di persone disperate. Durante il viaggio Jamina vede cose tremende, il suo cuore è spezzato dal dolore e ha paura di perdere la vita. Jamina spera di ritrovare la felicità in un paese chiamato Italia;spera di andare a scuola per imparare a leggere. Vuole mangiare una grande pizza e bere aranciata…

Gli occhi di Jamina non hanno ancora perso la speranza. 
GIULIA IVB






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